Ciao,
come promesso in questo articolo vorrei proporti i fondamenti scientifici che stanno sotto alla pratica del Theta Healing.
Per farlo non userò le mie parole, ma ti riporterò o ti rimanderò alle parole di chi ha più autorità scientifica dime.
Per iniziare il concetto di subconscio.
Il termine subcosciente, o subconscio (lett. sotto la coscienza), viene talvolta usato in psicologia per descrivere "qualunque contenuto della mente esistente o operante al di fuori della coscienza"[1].
Sebbene sia un termine poco usato nella terminologia scientifica, esso è molto diffuso nella cultura popolare, dove viene usato alternativamente come sinonimo di "inconscio" o di "preconscio" (termini corretti in psicoanalisi), o, quando non si vuole fare direttamente riferimento all'opera di Freud, per indicare in generale tutto ciò che è nascosto o non è accessibile alla coscienza. Nel suo senso più ampio, il subcosciente è quindi quella parte della mente non accessibile direttamente dall'individuo, ma indagabile tramite diverse tecniche.
(Wikipedia)
Passiamo ora al test Kinesiologico usato per verificare che le affermazioni fatte siano realmente convinzioni contenute nel subconscio e per constatare l'avvenuto cambiamento.
Il test muscolare kinesiologico, o più semplicemente test kinesiologico, è spesso erroneamente confuso con il test muscolare. In realtà mentre lo scopo del test muscolare è quello di determinare la maggiore o minore forza di uno specifico muscolo o gruppo muscolare, lo scopo del test kinesiologico (nelle sue differenti forme sviluppatesi a partire da quella originariamente introdotta da Goodheart nel 1964) è invece quella di determinare la risposta selettiva del sistema nervoso a fronte di stimoli specifici.
Nella sua forma manuale classica, il test kinesiologico determina quindi la capacità della persona di mantenere stabile un arto a fronte di un'azione pressoria da parte del kinesiologo. Se la posizione dell'arto può risultare simile o anche identica rispetto ad un corrispondente test muscolare, vi è però una importante differenza di esecuzione e di scopo. Infatti nella esecuzione di un test kinesiologico la pressione applicata dal kinesiologo è molto limitata, e comunque insufficiente per determinare la forza effettiva del muscolo coinvolto. Lo scopo infatti non è rivolto a determinare la potenza del muscolo, bensì la capacità del sistema nervoso di controllare in maniera equilibrata l'azione di quel muscolo, offrendo o meno una effettiva stabilità dell'arto a fronte della pressione così applicata. Tale risposta (che nel test kinesiologico classico può assumere solamente due stati, “stabile” o “non stabile”, ma che in forme più avanzate di test kinesiologico si articola in una gamma molto più ampia di possibili risposte) varia direttamente in funzione del fattore con cui la persona si confronta in quel momento, e consente così fra l'altro di rilevare in tempo reale l'eventuale stress manifestato dalla persona nei confronti di quel fattore specifico, fattore che può essere indifferentemente di tipo fisico – strutturale, biochimico – nutrizionale, emotivo – mentale, o anche puramente energetico.
(Wikipedia)
Per quello che riguarda l'osservare il cambiamento, fondamentale affinchè questo avvenga vi affido a questo simpatico video, che, pur nella leggerezza dell'esposizione, dimostra una verità scientifica incredibile quanto vera.
Con questo credo di aver chiarito i punti più importanti e spero di aver contribuito a far luce su una disciplina e una tecnica destinate a cambiare il modo di vedere le limitazioni e le potenzialità dell'uomo.
A presto!
Un abbraccio,
Danila
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No, non hai chiarito nulla... che cavolo significa tutto ciò? Non è così che si ragiona scientificamente.
RispondiEliminaCaro Anonimo,
RispondiEliminagrazie!
Purtroppo ho letto solo ora il tuo commento, ma ti ringrazio perchè mi hai spinto a rivedere quello che ho scritto e a decidere di approfondire il discorso in modo da poter scrivere un post in cui chiarire meglio.
Se in seguito vorrai identificarti, sarò lieta di continuare a parlarne con te.
Danila